Sono passati 34 anni dai miei esami di terza media. In quegli anni non ci si presentava con “tesine” o elaborati, ma si faceva più che altro una chiacchierata coi professori partendo da un argomento di proprio interesse… e io mi presentai con il progetto di una casa, la mia abitazione ideale di quando sarei diventato adulto, un disegno fatto a mano, in pianta e in prospettiva, a metà strada tra il tecnico e l’artistico, che univa creatività e regole matematiche. Ai tempi avevo ancora lo ZX-Spectrum, ci programmavo qualcosina, ma non ha minimamente preso parte al lavoro di cui sopra. 

Alle 8:30 di oggi, mio figlio (il primogenito) si è presentato agli esami di terza media con un elaborato sulla storia della musica e della chitarra. Proprio come me ha scelto un argomento a metà strada tra il tecnico/matematico e il creativo, perché prima ha spiegato le regole matematiche che stanno dietro la scala musicale e il loro rapporto con la lunghezza delle corde e le frequenze generate, poi passando per la parte storica che intreccia la storia della musica e della chitarra con la scoperta dell’elettricità (e quindi l’arrivo della chitarra elettrica) ha registrato una canzone e creato un video. iRig per collegare la chitarra al Mac e registrare con Garageband (su una base scaricata dal web) le tracce audio di accompagnamento e chitarra solista. Poi ha preso i video che gli ho fatto da diverse angolazioni mentre suonava (video registrati con l’iPhone) li ha tagliati, li ha montati in iMovie sincronizzandosi con la traccia audio registrata prima, ed ha aggiunto titoli, transizioni ed effetti… Il tutto “inscatolato” in una presentazione di Keynote (esportata in Power Point per gli insegnanti) da mostrare in videoconferenza, come tutte le lezioni degli ultimi 3 mesi.

In 30 anni è cambiato non solo il modo di fare didattica, ma anche quello di produrre contenuti. Nel libro di cui vi ho parlato qualche settimana fa, si descrivono gli albori dell’informatica “domestica” (non saprei se chiamarla già “consumer”). In quegli anni avere un computer significava anche imparare a programmare; oggi i computer sono più complessi, la programmazione è più complessa, ma in compenso i computer sono più semplici da usare… o perlomeno permettono di produrre più facilmente dei contenuti che diano libero sfogo alla propria creatività. O forse, ancora più semplicemente, permettono di fare delle cose che 30 anni fa erano impensabili…

Questo non significa che l’utente di oggi può permettersi, informaticamente parlando, di essere più “ignorante” (anche se purtroppo è quello che spesso accade) ma significa che, pur senza dover necessariamente programmare, saper usare il computer al giorno d’oggi significa avere a che fare con un panorama molto più ampio di possibilità, che può dare le dovute soddisfazioni anche lasciando la programmazione in un angolino, senza che questo significhi trascurare o ignorare la “cultura” informatica.

Ogni tanto penso che l’obiettivo primordiale di Apple fosse proprio quello a cui siamo arrivati oggi, ovvero dare a tutti gli utenti gli strumenti per essere più creativi… e se 40 anni fa la creatività si dimostrava quasi esclusivamente tramite la programmazione (e di riflesso l’informatica attirava un numero più limitato di appassionati) oggi ci sono molti più modi di sfruttare appieno un computer, pur senza entrare nei meandri della programmazione… ed Apple è sempre stata più avanti proprio in questo…

PS: per dovere di cronaca, la canzone scelta e suonata da mio figlio è “Highway to Hell” [AC/DC]

Aggiornamento del 22.06: grazie anche alel competenze dimostrate nella preparazione dell’elaborato, il voto finale, di cui sono ovviamente orgoglioso, è stato 10/10… ora inizia una nuova avventura…

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