Il CEO della AT&T Randall Stephenson durante la conferenza alla “Milken Institute – Global Conference 2012″ tenutasi a Los Angeles dal 29 Aprile al 2 Maggio scorsi, ha citato i dispositivi Apple (e i servizi ad esso associati) come una delle cause delle perdite di guadagni della società. Nonostante il 70% dei telefoni venduti da AT&T sia proprio un iPhone, Stephenson resta alquanto turbato dall’introduzione di “iMessage” che fa ridurre l’utilizzo dei classici sms ed mms da parte degli utilizzatori di iDevice prediligendo questo servizio agli stessi.

iMessage, come ben sapete, permette l’invio di messaggi istantanei molto simili ad sms/mms fra utenti con iDevice che montano uno degli ultimi sistemi operativi della mela tramite connessione di rete (3G, Wi-Fi…). Il sistema funziona anche su Mac, sempre in maniera completamente gratuita.

Già nel 2010, la AT&T subì un duro colpo in termini economici e decise di cambiare i propri piani di abbonamenti dati dedicati ad iPhone e iPad da “consumo illimitato” con una serie di piani sottoscrivibili in base alle effettive esigenze dei vari utenti e con “tetto massimo di MB”.

Se da una parte dunque questi iDevice permettono agli users di risparmiare notevolmente, dall’altra gli operatori telefonici stanno subendo un crollo sostanziale su certi servizi… Sembrano lontani i tempi dell’esplosione degli sms ma ora le connessioni di rete grazie anche ai servizi paralleli, stanno prendendo sempre più il posto dell’utilizzo canonico delle Sim.

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