Se c’è una cosa che ho imparato da quando scrivo di Apple, è che quando certe voci si fanno sempre più insistenti, e non si smorzano mai nel corso degli anno, allora a Cupertino stanno davvero tramando qualcosa di nuovo…
Fu così prima del passaggio ad Intel, tra l’altro nemmeno così difficile da pronosticare visto lo stato vegetativo del PPC, anche se ad Apple servivano le dovute precauzioni per evitare che nascessero cloni… guardacaso questo tema fu l’argomento del mio primo articolo su Punto-Informatico e oggi, uno dei miei primi articoli su queste pagine tratterà di un argomento per certi versi simile.

Anche in questo caso siamo di fronte ad un segreto di Pulcinella: è da quando Apple ha comprato P.A. Semi nell’ormai lontano 2008 che si parla di un possibile ritorno di Mac con processori proprietari, certo, con le dovute tempistiche e la dovuta cautela, ma a Cupertino hanno sempre avuto il pallino di ottimizzare le loro idee fondendo hardware e software, creando ottimizzazioni in entrambi i versi, e avere un processore proprietario è l’unico modo per realizzare appieno questo concetto.

Partendo dal primo chip ARM proprietario, l’Apple A4 montato sull’iPhone 4, siamo arrivati all’A12Z Bionic dell’iPad Pro, e all’A13 Bionic dell’iPhone 11, tutti processori che montano 6 o 8 core per la CPU (ad efficienza prestazionale o energetica), 4 o 8 core per la il processore grafico, ed altrettanti per il processore neurale… oltre a coprocessori assortiti per la gestione dei dati di movimento o per il trattamento delle immagini…

A detta di Apple, ma confermato anche da test indipendenti, gli iPad Pro hanno ormai surclassato in prestazioni molti dei più comuni computer portatili, quindi sotto questo punto di vista non dovrebbero esserci molti problemi. Parlando sempre di hardware, Apple ha già introdotto la USB-C proprio sull’ultima versione di iPad, con tanto di supporto ai dispositivi di archiviazioni esterni (a proposito, sapete che potete usare un pendrive anche con liPhone? Magari ve ne parlerò nei prossimi giorni…) nonché ai mouse bluetooth… e ci allacciamo quindi anche al discorso software e del sistema operativo, perché un altro segreto di Pulcinella è che macOS e iOS si stanno inseguendo l’un l’altro da diverso tempo, e anche a livello di App, Apple sta cercando di unificare le API tra i due sistemi, così che gli sviluppatori (al netto delle interfacce) possano sviluppare indistintamente il software per entrambi i sistemi.

Se vi pare che stia un po’ divagando, effettivamente è così… ma forse non più di tanto: un Mac portatile con processore ARM non sarebbe una cosa molto diversa, dal punto di vista dell’hardware, dall’ultimo iPad Pro carrozzato con la nuova Magic Keyboard, quindi potrebbe diventare difficile distinguere i due mondi…

Ma proviamo a non divagare…

Apple non si è mai fatta problemi a cambiare architettura, né hardware, né software. Chi segue i Mac da tanto tempo come me è passato dai processori 68k ai PowerPC, per arrivare agli Intel, e nel mentre passava da Classic a MacOSX grazie alle API Carbon, e poi (sempre restando in OSX) ha vissuto le vicissitudini di Rosetta e poi l’abbandono dei 32bit. Tutto ciò premesso, che sarà mai un nuovo passaggio da Intel ad ARM? Se è vero che ci sono macchine in test fin dal 2014 (ma probabilmente anche prima), e che Apple ha pianificato il passaggio già due anni fa, considerando l’esperienza di tutti i precedenti cambiamenti, e considerando che adesso ha tra le mani una famiglia di processori progettati in casa, sui quali ha pieno controllo in ogni fase di sviluppo, e che sta anche già usando (seppur per altri dispositivi) io non vedo enormi problemi tecnici in questo passaggio… nemmeno dal punto di vista della compatibilità software

Vedo però altri possibili problemi da districare…

Il primo è che, come accennato sopra, se pensiamo alla convergenza delle App tra iOS e macOS, ci troveremmo di fronte ad un MacBookARM con macOS e un iPadPro con ipadOS, che virtualmente potrebbero anche essere un unico prodotto: oggi un iPad Pro WiFi da 12,9″ con 256 GB e Magic Keyboard costa tanto quanto un MacBook Pro con stesso schermo e stessa capacità di archiviazione…. come si inserirebbe un MacBook ARM? Certo, per una fase di transizione potrebbe non essere un vero e proprio problema, ma poi bisognerà stare attenti a come si evolve la generazione di Mac.

Il secondo problema è che (volenti o nolenti) i computer della mela vengono comunque utilizzati da molti utenti anche con Windows, che sia in emulazione o in installazione diretta tramite Bootcamp: come ne risentirebbe questa fascia di utenti (dalla quale mi escludo) nel caso di passaggio ad ARM? L’emulazione girerebbe senza grossi problemi prestazionali? O dovremo attenderci una versione ad-hoc di Windows che gira sui processori ARM di Apple? E in quest’ultimo caso, con quali limiti?

Il terzo problema è che, tirando le somme, vedo Apple spingere ancora di più verso la convergenza tra macOS e iOS, eventualità che non è un problema di per sé (anzi, potrebbe anche portare a molti vantaggi) ma tutto dipende da “come” verrà realizzata…

Difficile dire cosa verrà svelato di preciso durante l’imminente WWDC, ma sicuramente siamo in un momento molto delicato della storia di Apple… quasi sicuramente verrà dato l’annuncio, ma solo per dare tempo agli sviluppatori di prepararsi alla transizione, con le prime macchine in arrivo il prossimo anno (quasi sicuramente un portatile ultraleggero, e magari un iMac). Quel che è certo è che la notizia sembra aver avuto un buon effetto sugli investitori, che evidentemente vedono di buon occhio l’architettura proprietaria, o quantomeno vedono maggiori profitti per Apple derivanti dai processori: il titolo AAPL raggiunge nuovi record, e credo che sia destinato a salire ancora….

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